ROMA: il Cimitero Monumentale del Verano


Ci si potrebbe chiedere il motivo per il quale si visita un cimitero.
Premesso che anche i cimiteri, specie quelli piccoli, raccolti, in alcuni paesi, di qualsiasi credo, presentano un loro fascino, qui però parliamo del Cimitero Monumentale del Verano, il più importante di Roma.






L'area in cui si trova era già conosciuta in età paleocristiana con la presenza della chiesa di S. Lorenzo ed il nome deriva dai "Verani", gens senatoria di epoca romana, che donarono la vasta area per le sepolture.
La destinazione all'uso corrente viene però fatta risalire al 1809 quando per decreto si stabilì di seppellire i defunti al di fuori delle città e di conseguenza a Roma fu adibita questa area che già presentava le condizioni ideali.
Il progetto subì un'accelerazione in occasione di un'epidemia di colera che fece 13.000 morti e sotto il Papa Pio IX venne affidato l'incarico all'architetto Virginio Vespignani.
All'ingresso del porticato dominano le statue del Silenzio, Carità, Speranza e Meditazione.









Tra le particolarità artistiche, storiche e culturali che possiamo rinvenire nel Cimitero del Verano, dobbiamo ricordare le opere di Filippo Severati, che fu autore di numerosi ritratti funebri destinati alle tombe. Come si vede nella foto sottostante, l'immagine del volto di donna a sinistra è meglio conservata rispetto a quella di destra. Questo fu merito della diversa tecnica di pittura e smalto su lava (pietra basaltina) successivamente cotta. Questo procedimento, simile alla porcellana, rendeva i pigmenti più resistenti al tempo e successivamente venne brevettato.





Nella parte subito dopo l'ingresso troviamo un'area destinata a tombe a pozzo, su progetto del Valadier, proprio per far fronte alle migliaia di morti in seguito all'epidemia di colera, e il maestoso quadriportico, dove sono sistemate 94 opere, un vero e proprio museo a cielo aperto.




Nel quadriportico, una delle tombe più rappresentative è quella destinata a Tommaso Minardi, pittore, artista di grande fama all'epoca, testimoniata dal fatto che nelle lunette pittoriche retrostanti compaiono le figure di illustri artisti come Raffaello, Giotto, Michelangelo e Leonardo.




Altra tomba di particolare importanza quella di Giovanni Maria Benzoni, che fu esponente della corrente artistica dell'eclettismo, dove appunto si celebra un omaggio allo stile gotico, ripreso da un viaggio a Parigi che l'artista fece, innamorandosi dello stile classico di quel periodo.




Di particolare bellezza L'Angelo della Notte di Giulio Monteverde, raffigurante un angelo che assume sembianze prettamente femminili, contrapponendosi alla cultura del tempo in cui gli angeli venivano rappresentati in maniera da non avere riferimenti di caratteri sessuali maschili o femminili. Qui il drappeggio è aderente lasciando immaginare una figura femminile. Inoltre lo sguardo dell'Angelo è rivolto verso il nulla, verso l'infinito, a rappresentare il dubbio che oltre la morte ci sia con certezza un'altra vita.






Il Cimitero del Verano fu pesantemente bombardato nel 1943, in parte distrutto e alcuni segni rimangono sulle lapidi del quadriportico.





Dall'area del quadriportico si sale al Poggetto Nuovo.





Singolare la tomba dedicata all'aviatore Arrigo Saltini, raffigurato come un corpo che solca i cieli, anche questo un esempio della cultura simbolista dell'epoca.




Altra testimonianza di particolare rilievo il Serbatoio dell'Acqua Marcia del 1906, a far parte di quel progetto che mirava alla municipalizzazione di Roma attraverso la fornitura di elettricità e acqua.
Realizzato dall'architetto Ersoch, a tre piani, riprende gli antichi stili di costruzione romani con un primo piano in peperino grigio, il secondo in laterizio e il terzo in cortina gialla in opus reticulatum, ad uso prettamente decorativo e non di sostegno (ulteriore esempio di eclettismo architettonico).




Adiacente al serbatoio la tomba Calderai che si distingue per le decorazioni in bronzo del portale con motivi floreali ripresi poi nella vetrata posteriore. Anche in questo caso, come in altri presenti nel cimitero, si volle rendere omaggio alle grandi vetrate colorate della cattedrali gotiche.







Particolare la tomba di Alessandro Morani, un'opera a mosaico in chiave moderna, realizzata con paste vitree mescolate a ghiaia e ciottoli a formare i mosaici e rendere così omaggio allo stile liberty di derivazione francese.







Di rilievo la tomba di Trilussa realizzata in un'area costruita con materiali di scavo e ritrovamento custoditi nell'allora antiquario comunale. Ritroviamo quindi un porticato realizzato con colonne romane di vario stile e architravi decorati a mosaico che richiamano simbologie cristiane.













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