Questo post semi-serio, in bilico tra l'ironico e il drammatico, nasce come risposta a un lettore che, dopo aver letto il mio libro "Senza vagoni", mi ha posto una domanda da un milione di dollari: "Ma cosa succedeva, esattamente, quando viaggiavi con i vagoni?".
Ed ecco allora, per la gioia dei più curiosi, una rapida carrellata di imprevisti, problemi, disavventure e quant'altro possa capitare durante una vita passata sulla strada. Ho cercato di suddividere i guai in categorie, perché di sfortune ce ne sono di vari tipi e, nel corso della mia epopea carovaniera, ne ho collezionata praticamente ogni tipologia esistente. Nessuna esclusa!
🧳 1. Problemi con i bagagli: l'inverno a 40 gradi (Dubai)
Dopo uno scalo all'aeroporto di Schiphol di Amsterdam, atterro nella futuristica Dubai. C'è solo un piccolo dettaglio: le valigie sono state smarrite e arriveranno (forse) solo in tarda serata. È il periodo di Natale, fuori ci sono 40 gradi all'ombra e io mi accingo a visitare la città con addosso i pesanti vestiti invernali con cui ero partito dall'Italia. Un battesimo del fuoco, letteralmente.
🏨 2. Problemi con l'hotel: l'emergenza sanitaria (Tibet)
Arrivati in Tibet, con l'anima già proiettata verso l'alba del mattino successivo al Campo Base dell'Everest, veniamo accolti in hotel. Varcata la soglia della camera, ci scontriamo con una situazione indescrivibile: la stanza, ma soprattutto il letto, si palesano sudici, inguardabili, ai limiti del collasso igienico e dell'emergenza sanitaria. Altro che meditazione zen.
🚌 3. Problemi con il mezzo di trasporto: il deserto dei pullman (Tibet)
Sempre durante lo stesso tour in Tibet, nel bel mezzo di uno spostamento, il pullman decide di rompersi definitivamente. La tabella di marcia prevedeva l'arrivo in località nel primo pomeriggio; la realtà dei fatti ci costringe a diverse ore di attesa immobile nel nulla per avere un mezzo sostitutivo. Risultato? Arrivo a destinazione quasi a notte fonda.
✈️ 4. Problemi con l'aereo: le deviazioni transatlantiche (Caraibi e Cuba)
Qui la casistica si fa aristocratica. In partenza da Guadalupe dopo una meravigliosa crociera ai Caraibi, rimaniamo bloccati e fermi sulla pista di decollo per ben due ore. Il motivo? In quel preciso istante sta partendo l'aereo presidenziale di Nicolas Sarkozy, e lo spazio aereo è blindato.
Ma il capolavoro si consuma a Cuba. In partenza per tornare a Roma, il comandante ci comunica con olimpica calma che un pezzo dell'aereo è malfunzionante. La cosa – ci rassicura – non compromette il volo, ma per ragioni di sicurezza, dopo due ore di attesa sulla pista, l'aereo non farà la consueta rotta transoceanica sopra l'Atlantico aperto. Per avere sempre un aeroporto nel raggio di pochi chilometri in caso di emergenza, risaliamo tutta la costa americana, passiamo sopra l'Islanda e riscendiamo lungo le coste europee. Il viaggio si allunga magicamente di ben 12 ore!
🚗 5. Problemi con la macchina lasciata al parcheggio: i rientri da incubo
Un classico capitato in due memorabili occasioni.
- La prima: Lascio l'auto in un parcheggio vicino alla stazione del treno per Fiumicino. Al ritorno dalle vacanze, in tarda serata, trovo la macchina aperta, derubata e completamente fuori uso. Unica soluzione: chiamare un taxi a notte fonda per tornare a casa.
- La seconda: Parcheggio lunga
- a in aeroporto. Al rientro trovo la batteria totalmente scarica. Non c'è verso di farla partire con i cavi, il che mi costringe a chiamare un carro attrezzi, con relative spese e un tempo di rientro lievitato di oltre 3 ore.
- A Zanzibar: Scendo da una canoa nelle meravigliose e cristalline acque dell'oceano per tornare a riva a piedi. Risultato? Appoggio l'intero peso del piede su un enorme riccio di mare. Un dolore inenarrabile. Finisco dritto sotto le mani di un collega medico locale che esegue un'asportazione minuziosa e dolorosissima di tutti gli aghi conficcati nella carne. Medicazione, bende e zoppia per i giorni successivi.
- In Messico: Ci accingiamo a fare una gita in canoa per avvicinarci a un suggestivo cenote. La canoa si ribalta improvvisamente e finiamo tutti in acqua. Videocamera e zoom fotografico professionale da buttare all'istante. Ma c'è di peggio: una guida locale, mossa da una stupida foga, pretende di sollevarmi di peso afferrandomi violentemente per il polso sinistro. Il risultato è la lacerazione netta del muscolo della spalla sinistra. Ne seguiranno mesi di fisioterapia del tutto inefficace, e risolverò il problema solo dopo quasi un anno grazie a una lunga e pesante terapia cortisonica.
6. Problemi con il passaporto: la burocrazia contro il "Gufare" (Russia)
Questa volta viaggio con il solo vagone più piccolo, mentre quello più grande è rimasto a casa (un episodio che ho raccontato nel dettaglio anche nel libro). Al banco del check-in scopriamo l'inevitabile: sul biglietto aereo hanno scambiato il nome con il cognome. L'Aeroflot si rifiuta categoricamente di farci imbarcare perché a San Pietroburgo la polizia di frontiera ci rispedirebbe indietro all'istante. Sfoderando tutto il mio potere di convincimento, smuovo i canali ufficiali e costringo l'ufficio di Roma a chiamare direttamente l'Aeroflot centrale di Mosca. Situazione risolta e si parte... con grande
dispiacere del vagone più grande che da casa, forse, gufava!
🔮 7. A volte "basta il pensiero": il sequestro di persona (Mongolia)
Uno dei miei primi viaggi in solitaria. I vagoni sono rimasti a casa, ma il semplice fatto che mi stessero "pensando" (conoscendo al millimetro data e ora di partenza) basta a scatenare il caos. Il volo ritarda, perdo la coincidenza a Mosca per la Mongolia e vengo letteralmente "sequestrato" dalle autorità russe: mi conducono in un hotel di transito a Mosca con il divieto assoluto di uscire dalla stanza in quanto sprovvisto di visto (che per un semplice transfer non serviva). Partenza slittata al giorno successivo e un giorno di viaggio evaporato nel nulla.
⛈️ 8. Problemi con il meteo: le Seychelles sotto il diluvio (Perù, Islanda, Seychelles)
Il meteo avverso capita a tutti, d'accordo, ma quando si viaggia con i vagoni assume sfumature epiche. Si va dal freddo e dalla pioggia battente in Perù – memorabile una giornata intera d'acqua sul lago Titicaca – fino a quattro giorni consecutivi di pioggia tropicale alle Seychelles. Per non parlare dell'Islanda, dove la "missione Aurora Boreale" è fallita miseramente a causa di quattro giorni di nuvolosità totale e impenetrabile.
A questo punto, cara lettrice o caro lettore, potresti legittimamente dire: "Vabbè, ... sono cose che capitano a tutti i viaggiatori, fatti una risata e pensa alla salute!". Ecco, appunto. Parliamo della salute.
🩺 9. Problemi con la salute: i ricci di Zanzibar e i medici del Messico
🏁 LA GRANDE COINCIDENZA COSMICA
Dal mio 77° Paese visitato con i vagoni (le Seychelles) fino a oggi, che sono felicemente arrivato a quota 100 Paesi (finora) visitati viaggiando rigorosamente "senza vagoni", sapete quante disavventure, imprevisti o problemi di salute ho avuto?
Zero.
Sarà una coincidenza? Il futuro è imprevedibile e tutto può ancora succedere, ma nel frattempo guardate l'immagine lì sopra: quella in alto è la mia locomotiva di adesso, lucida, supermoderna e baciata dal sole; quella in basso, cerottata, stremata e sotto i fulmini, era la vecchia locomotiva "con i vagoni"! 😀😀


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